mercoledì 2 luglio 2008

Borse: Continua il trend negativo sulle piazze europee

Partenza negativa per la Piazza d'Affari più famosa d'Italia . L'indice Mibtel segna un trend dello 0,29% a 22.656 punti, lo S&P/Mib cede lo 0,30% a 29.258 punti mentre l'All Stars arretra dello 0,17% a 12.049 punti.

Apre in calo anche il Ftse-100 di Londra, che ha aperto le contrattazioni con una flessione dello 0,67% a 5.588,10 punti.

Avvio in calo anche per il Cac-40 a Parigi dello 0,43% a 4.415.86 punti. Per l'indice Dax di Francoforte apertura in ribasso dello 0,37% a 6.396.72.

L'Euro rimane sostanzialmente stabile sia sul dollaro che sullo yen nei primi scambi della mattinata sulle piazze valutari europee, che viene scambiata a 1,5771 dollari (contro 1,5764 della quotazione Bce di ieri) ed a 166,63 yen (166,44 la rilevazione precedente).

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Petrolio: Crescita inarrestabile

E' ancora record per quanto riguarda il prezzo del greggio che, ieri, nelle prime battute aveva superato i 140 dollari al barile, nel primo pomeriggio però a continuato a salire nuovamente raggiungendo i massimi in alcune ore.

Il prezzo del petrolio a toccato i 142,24 dollari al barile, mentre il greggio dei Mari del Nord ha toccato punte dei 142,13.

Una corsa che sta mettendo in crisi le Borse mondiali, già negative per i rinnovati timori di recessione. In una sola giornata l'oro nero è cresciuto di oltre 5 dollari.

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domenica 29 giugno 2008

Iran minaccia blocco dello stretto di Hormuz se attaccata

Il comandante delle Guardie della rivoluzione iraniane ha detto che Teheran imporrà il proprio controllo sulle navi nell'area del Golfo e nello stretto di Hormuz, cruciale per il trasporto di greggio, se la Repubblica Islamica verrà attaccata, minaccia che per la situazione già precaria in cui versa l'economia mondiale.

Il generale iraniano Mohammed Ali Jafari, comandante del corpo delle Guardie della Rivoluzione, ha infatti dichiarato che è chiaro, come un Paese userebbe ogni possibile soluzione contro l'aggressore se attaccato militarmente.

Fonti iraniane in passato hanno inviato segnali contrastanti sull'eventualità che Teheran possa usare il petrolio come arma in caso di conflitto.

La Repubblica Islamica insiste nel dire che il suo programma nucleare ha solo scopi pacifici. Ma l'Occidente e Israele temono che Teheran voglia costruire bombe atomiche.

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venerdì 27 giugno 2008

Petrolio tocca quota 142 dollari al barile

Il petrolio ha stabilito un nuovo record superando i 142 dollari al barile. Il futuro sul Light Crude statunitense del mese di agosto hanno fatto segnare un rialzo fino a 142,26 dollari e quelli sul Brent fino a 142,13. Non ci vorrà molto per scoprire quali saranno le conseguenze per i cittaditni italiani. Oggi l'Autorità per l'Energia comunicherà l'aggiornamento delle tariffe di luce e gas per il trimestre di luglio settembre. Non c'è da illudersi: sarà l'ennesimo aumento; il continuo aumento dei costi per le materie prime impongono che le bollette seguano l'andamento del mercato. Gli esperti, sostengono che sarà meglio abituarsi al continuo aumento dei costi.
Per Michele Marsigli, presidente di Federpetroli Italia, il prezzo di un barile oltre i 170 dollari entro alcune settimane "non è improbabile". Basta andare a rivedere i rincari dell' ultimo mese, ha detto, per vedere che ad ogni assestamento di qualche punto di dollaro a barile in meno, dopo pochi giorni, veniva corrisposto un rincaro di 2 dollari in più circa, se l'andazzo è questo, 170 dollari faranno presto ad arrivare, senza meravigliarsi.

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giovedì 26 giugno 2008

-22% per piazza affari nel primo semestre 2008

Per le Borse europee 6 mesi da dimenticare. Piazza Affari bilancio in netto ribasso nei primi 6 mesi del 2008, con l'indice generale che è calato del 22,48%, al netto del +1,06% messo a segno ieri. I titoli quotati sulla piazza di milano hanno fatto peggio delle altre Borse europee che, a loro volta, non fanno vedere certo dati incoraggianti. Parigi, Francoforte e Madrid sono all'incirca sullo stesso livello, con un ribasso tra il 18 e il 20% da inizio anno. Meno pesante il passivo di Londra (-12%).


Dall'altra parte dell'Atlantico, il rosso da parte di Wall Street nella prima metà dll'anno ammonta al 10%, come anche l'indice Nikkey dei titoli guida scambiati a Tokyo. A conti fatti, quindi, solo Shanghai (-48%) ha fatto peggio di Milano considerando i principali mercati mondiali. In controtendenza: L'ondata di ribassi non ha, però, colpito tutti. Certo, si tratta si uno sparuto gruppo di società (28) rispetto al paniere di 291 azioni quotate. Tra queste, la migliore performance e' stata messa a segno da Bastogi (+209%).

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Le cause di una possibile recessione mondiale

Non è bastato l'umento di produzione da parte dell'Arabia Saudita di 200.000 barili al giorno per rallentare i prezzi del greggio sul mercato, una delle cause viene attribuita ai cosiddetti paesi emergenti, forti della loro espansione finanziaria che spingono al rialzo l'oro nero, ma con scarse capacità di raffinazione dello stesso.

Un causa effetto, la si può definire stagflazione, una fase del ciclo economico caratterizzata da ristagno e inflazione, dovuta al rincaro dell'energia, che spingerebbe i paesi industrializzati e quelli emergenti a entrare in un periodo di rallentamento economico.

Poi ci sono le cause di tipo geo politico, in primo luogo il nucleare iraniano ed un possibile attacco da parte di israele contro le installazioni nucleari iraniane, gli esperti preconizzano, nel caso si attuasse una simile eventualità, un salto del prezzo del barile a più di 200 dollari, con la conseguente crisi di India e Cina .

Le stagflazioni più famose si riferiscono al 1973-1975 (dopo la guerra del Kuppur); nel 1979-1980 (dopo la rivoluzione iraniana); nel 1990-91 (dopo la invasione del Kuwait da parte dell'Iraq).

Il petrolio quindi è stato usato spesso come arma a livello geo politico, come si può ben vedere.

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mercoledì 25 giugno 2008

Greggio: Sfumata intesa Opec-Ue

L'accordo tra l'Opec e l'Unione europea non è stato raggiunto e le compagnie produttrici di petrolio ha respinto categoricamente le richieste di aumento della produzione di greggio da parte dei paesi consumatori.

Durante la riunione di Bruxelles, il ministro del petrolio algerino Chakib Kelil ed attuale Presidente energetico dell'Opec, ha detto che l'Opec ha già fatto tutto quanto era in suo potere per rallentare la crescita dei prezzi e che: "il mercato aspetterà probabilmente di vedere l'andamento del dollaro a luglio e l'evoluzione della situazione geopolitica dopo le minacce all'Iran".

E' stata l'Arabia Saudita l'unico paese che ha acconsentito alle richieste dei paesi consumatori, e che ha alzato la produzione di 200.000 barili al giorno, dai 300.000 di poco tempo fà, portandola ad un totale di 500.000 barili.

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martedì 24 giugno 2008

Raggiunto accordo tra Banco Santander e Ge Money

GE Money e Commercial Finance attraverso le sue divisioni, ha raggiunto l'accordo finale con Banco Santander S.A. inerente alle operazioni recentemente annunciate.

Alla fine di marzo, le due parti erano riuscite a raggiungere un accordo preliminare senza vincoli per l’acquisizione da parte di Banco Santander di GE Money, Germania, Finlandia e Austria, oltre alle attività sulle carte di credito e i finanziamenti per autovetture nel Regno Unito.

La stipula conclusiva include anche la Ge Money carte di credito Irlandese.

Contestualmente, GE Commercial Finance acquisirà Interbanca, la banca commerciale italiana passata a Santander in seguito all’acquisizione, insieme a Royal Bank of Scotland e Fortis, di ABN Amro. Le 2 operazioni, del valore di circa 1 miliardo di euro, dovranno passare l’approvazione da parte degli organi di vigilanza competenti. Ge Money e Banco Santander hanno annunciato che l’accordo si chiuderà entro il quarto trimestre dell'anno.

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Costi per le imprese agricole alle stelle

Le imprese agricole spendono 250.000 euro in più all'anno rispetto ad un anno fà, questo è dovuto ai prezzi del greggio, per il solo gasolio, che oggi costa ai lavoratori agricoli nelle campagne oltre il 30% in piu' rispetto all' anno scorso.

Lo dice la Coldiretti in riferimento alle ultime previsioni di maxiaumento dell'8% delle bollette elettriche nel mese di luglio secondo le stime del Ref, Ricerche e Consulenze per l'economia e la finanza.

Questo super aumento delle bollette, colpisce in modo particolare, tutte le attivita' agricole che necessitano dell'energia per preparazione, conservazione degli alimenti o per la distribuzione del mangime, dice la Coldiretti.

La Coldiretti dice anche che l'aumento del petrolio, si ripercuote oltre che sui carburanti per l'agricoltura anche indirettamente con un aumento esponenziale sui prezzi di coltivazione per agrofarmaci e fertilizzanti, il cui prezzo e' quasi raddoppiato nell'ultimo anno.

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domenica 22 giugno 2008

Secondo Opec non c'è bisogno di aumentare produzione di greggio

Il Re saudita Abdullah ha annunciato alla riunione di Gedda di aver elevato a 9,7 milioni di barili al giorno la produzione di greggio saudita con un aumento di 200.000 barili rispetto a maggio, come era stato richiesto da G.W. Bush.

Questo aumento di produzione fatto per contrastare i timori di impatto sull'inflazione ha aperto divisioni nell'Opec.


Anche Mohammed al Olaim, ministro del petrolio del Kuwait che come 4° produttore al mondo con 2,58 milioni di barili al giorno ha detto che l'Opec non esiterà, qualora il mercato lo richieda ad aumentare la produzione dell'oro nero.


Il ministro algerino Chakib Khelil, presidente di turno a capo dell'Opec però dice nò all'incremento della produzione petrolifera, perchè a giudizio dell'Opec siamo in linea tra domanda e produzione, ed il raddoppio dei prezzi rispetto allo scorso anno derivano soprattutto dalle speculazioni.

La domanda è diminuita dice il ministro algerino Chakib Khelil quindi riteniamo che la speculazione abbia il suo peso.

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sabato 21 giugno 2008

Bush: Abolire divieti su estrazione petrolio

Dopo avere chiesto durante la settimana l'abolizione del divieto sull'estrazione di petrolio al largo delle coste dell'Alaska, il presidente George W. Bush è tornato a parlare di energia, dicendo che gli americani si aspettano delle risposte dalla casa Bianca. La ricetta secondo Bush rimane sempre la stessa, l'offerta di greggio non è adeguata alla domanda, quindi l'unica soluzione possibile è che gli Stati Uniti incrementino la produzione.
L'amministrazione del presidente americano ha chiesto più volte al Congresso di permettere nuove esplorazioni petrolifere, ma i democratici si sono sempre opposti, questa è una delle ragioni per cui il prezzo del greggio è salito così tanto, ha sottolineato.
George W. Bush ha confermato la necessità di approvare un piano che dovrebbe consentire di superare gli squilibri esistenti tra una domanda in continua crescita ed una offerta che non aumenta alla stessa velocità, fatto che contribuisce a portare il petrolio a prezzi record, facendolo arrivare nei giorni scorsi appena al di sotto della soglia dei 140 dollari al barile, circa il doppio rispetto allo scorso anno.

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venerdì 20 giugno 2008

Crisi mutui Usa: più di 400 arresti

L'ombra dell'Federal Bureau of Investigation si abbatte sulla crisi dei mutui negli Usa, come una vera e propria retata su Wall Street, considerata da tutto il mondo finanziario la responsabile della bolla speculativa dei mutui subprime.

L'operazione denominata "malicious mortgage", è scattata il 1 marzo, lanciata dai federali e dal dipartimento di giustizia, l'FBI ha tratto in arresto 283 persone, di cui 173 già condannate, su un totale di 406 incriminati. Solo nelle ultime ventiquattro ore gli arresti sono stati 60 tra trader, operatori finanziari, manager e banchieri.

A finire dietro le sbarre, nell'ambito di un'altra indagine avente per oggetto sempre i mutui subprime, sono stati anche due ex manager di Bear Stearns, accusati di frode, complotto e insider trading. Ralph Cioffi e Matthew Tannin, gestori di hedge fund falliti che facevano capo a Bear Stearns, i due uomini d'affari sono stati portati via dalle rispettive abitazioni a Manhattan e nel New Jersey ed ora dovranno rispondere delle accuse davanti alle autorità per il fallimento dei fondi speculativi.

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mercoledì 18 giugno 2008

Ok di Bush all'estrazione di greggio in Alaska

Prezzi del greggio al barile in ribasso. Petrolio torna sotto i 134 dollari al barile dopo che il presidente americano George W. Bush ha chiesto al Congresso Usa di autorizzare l'estrazione di petrolio in Alaska in modo da aumentare le riserve di petrolio per la costante richiesta, dopo i dati stilati sulle scorte settimanali scese di 1,2 milioni di barili per un totale di 301 milioni, al di sotto delle stime di 1,5 milioni di barili.


Il presidente Usa ha di abolire il bando alla estrazione petrolifera off-shore che è in atto dal 1981. Secondo Geogre W. Bush l'estrazione del petrolio dalle zone al largo delle coste potrebbe dare agli Stati Uniti risorse energetiche per 18 miliardi di barili.


A anche detto che con il continuo aumento del prezzo della benzina e della richiesta mondiale ormai a livelli insostenibili le famiglie americane guardano sempre più a Washington per ottenere un aiuto.

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martedì 17 giugno 2008

Il prezzo del greggio non cenna a diminuire

Il petrolio ha toccato un nuovo record, attestandosi ieri a 139,28 dollari al barile sul mercato di New York, ormai a un soffio da quota 140 dollri, segnando così un’inversione di tendenza rispetto al prezzo, in discesa, fatto segnare dall’oro nero nelle ore successive all’annuncio dell’Arabia Saudita dell' aumento di produzione da 300 mila a 500 mila, il livello più alto degli ultimi venticinque anni.

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad in un momento in cui la crescita del consumo è inferiore alla crescita della produzione i prezzi aumentano e questa tendenza è completamente falsata e manovrata, aggiungendo che la perdita di valore del dollaro e l'aumento dei costi energetici sono due facce della stessa medaglia che si è voluto introdurre come fattori che stanno alla base della recente instabilità.

Ribadendo quindi la coerenza della linea di condotta dell’Opec.

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domenica 15 giugno 2008

Petrolio: incontro Ban Ki-moon Re Abdallah

Ieri, 14 giugno, si è tenuto a Jeddah, in Arabia Saudita, un incontro tra il segretario generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ed il Re Abdallah dell'Arabia Saudita. Il Re riconosce che i prezzi del petrolio si siano "alzati in modo anomalo" e che la causa è da attribuire alla speculazione da parte della politica di alcuni governi. Dice di essere pronto a fare tutto ciò che è in suo potere per riportarli ad un "livello adeguato". Ha infatti coinvolto il suo ministro del petrolio, Ali al Nuaimi, invitandolo a fissare un incontro con i delegati degli stati produttori e fruitori, e con le aziende produttrici ed esportatrici in modo da discutere sulla situazione attuale (il petrolio venerdì aveva toccato la soglia dei 139 dollari al barile) e trovare una soluzione comune. Si è inoltre reso disponibile, avvisando le compagnie petrolifere in affari con lui e gli stati produttori, a fornire la quantità di petrolio necessaria per far scendere il prezzo.
Il segretario Ban Ki-moon, ha informato i giornalisti che sono stati oggetto di discussione anche la relazione che esiste tra i prezzi del greggio, i mutamenti del clima e la crisi alimentare mondiale.

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mercoledì 11 giugno 2008

Petrolio: Scorte USA in calo, dollaro in ribasso

Dopo gli ultimi dati sulle scorte di petrolio statunitense il greggio ha subito un balzo verso il rialzo ben oltre le previsioni degli analisti. Il prezzi del light sweet crude ha fatto registrare un balzo di 4,36 dollari al barile, a 135,67 dollari al Nymex. Le quantita di greggio Usa sono calate di 4,6 milioni di barili, a 302,2 milioni di barili.


Questo e quanto e successo dopo le dichiarazioni del DOE ( Dipartimento dell'Energia americano ) che ha fatto schizzare il prezzo del greggio, con conseguente preoccupazione di tutte le piazze mondiali.



La notizia ha cambiato nel finale le carte in tavola per i cambi e il dollaro ha ceduto terreno, penalizzato dall'uscita degli investitori dai mercati denominati nella divisa Usa e dalle parole di Noyer, interpretate come un pre annuncio di una nuova stretta da parte della Banca Centrale Europea.


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lunedì 9 giugno 2008

Il caro petrolio mette in ginocchio l'economia mondiale

Il ministro giapponese dell'Economia, commercio e industria Akira Amari ha lancito l'allarme nella consulta della riunione ministeriale del G8 sull'energia. Il ministro Akira Amari si e detto molto preoccupato per il continuo aumento dei prezzi del greggio, soprattutto dopo i 139 dollari al barile raggiunti gli scorsi giorni, tutte le piazze continuano a soffrire e se continuerà cosi sarà recessione quasi sicura.

Un dato su cui i paesi del G8 (USA, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Canada con l'aggiunta della Russia) hanno di che riflettere visto che assieme a Cina, Corea del Sud e India consumano oltre il 50% dell'energia mondiale.

Il ministro ribadisce che la responsabilità di questi eventi politico energetici sono da considerarsi gravi, e che la responsabilità energetica nella prevenzione dei cambiamenti climatici, dello sviluppo economico e della sicurezza in termini di rifornimenti e approvvigionamenti per il futuro sono la priorità planetaria, soprattutto considerando la richiesta di fonti energetiche che avranno a breve termine i paesi emergenti, che non sono solo Cina, India, ma realtà anche piu modeste che pero sommatesi diventano un problema.

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sabato 7 giugno 2008

Petrolio supera quota 139 dollari al barile

Sul pianeta le borse cadono in picchiata dopo che il greggio ha superato ieri quota 139 dollari al barile, e ha chiuso a 138,44. L'oro nero ha raggiunto il più alto aumento giornaliero che si sia mai visto, guadagnando a New York in 24 ore 10,75 dollari. 'Il petrolio a scritto il giornale Repubblica, sfonda il tetto dei 139 dollari al barile e le borse europee perdono la bellezza di 150 miliardi di euro, con l'indice Mibtel che cede il 2,16 %. Continuano ad aumentare le proteste contro il caro-gasolio, e' rivolta per il latte. Il ministro delle attività produttive Scajola promette di abbassare le tasse sui carburanti'. L'oro nero quindi continua imerterrito ad affondare le borse in tutto il pianeta creando di nuovo un clima di forte crisi sui mercati del credito finanziario. Soprattutto a Wall street dove l'indice S&P e crollato del 3,12 % a causa del record che ha fatto registrare il greggio e di un preoccupante dato sulla disoccupazione, al 5,5 % come non si vedeva più dai tempi degli anni 90. Ii sole 24ore definisce la situazione preoccupante: per il prezzo del petrolio e' il salto giornaliero piu' forte mai registrato,i listini sono rimasti scottati da dollaro ed economia'.

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giovedì 5 giugno 2008

Geronzi su petrolio: bene eliminare discrasie

Il prezzo del petrolio, pagato in dollari, continua ad aumentare, anche se l'euro e' sempre piu' forte rispetto alla moneta verde, lo ha fatto notare uno studente che partecipa al programma "Quotidiano in classe" al Dott. Cesare Geronzi, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Mediobanca che concorda sia con lo studente stesso che con il ministro dell' economia Giulio Tremonti.
Il Dott. Geronzi a asserrito che è giusto, se non essenziale, intervenire su alcune ''discrasie'' del mercato del petrolio, il ministro Tremonti ha aggiunto il banchiere, vorrà certamente eliminarle e secondo me fa bene a farlo.
L'occasione per affrontare il tema e' stato dato da un incontro organizzato ieri sera a Firenze dall'Osservatorio permanente giovani editori di Andrea Ceccherini, presente anche il presidente di Rcs Mediagroup Piergaetano Marchetti e il direttore della 'Stampa' Giulio Anselmi.

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martedì 3 giugno 2008

Borsa: Anche oggi giornata al ribasso

Tutte le principali borse oggi hanno aperto le piazze con segno negativo che si e protratto per tutto l'arco della giornata.
Vediamone alcune.
Tokyo e Wall street hanno chiuso entrambe in calo, registrando rispettivamente un - 1, 60% del Nikkei, con una perdita di 230,97 punti, ed un - 1, 06% del Dow Jones, in calo di 12.504,22 punti. Male anche il Nasdaq, che ha registrato - 1, 23%, pari 2.491,58 punti.
Anche piazza affari chiude con il segno meno, l'indice Mibtel cede l'1,37% a 25.247 punti, mentre lo S&P/Mib lascia l'1,53% a quota 32.717 il Midex +0,09% a 30.455 e All Stars +0,01% a 13.080.
Così anche le altre piazze del continente vecchio; Parigi segna -0,38%, Londra -0,31%, Francoforte -0,50%, Amsterdam -0,96%, Madrid -0,33%, Zurigo -0,51%.

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lunedì 2 giugno 2008

Borsa: oggi 2 Giugno seduta negativa

Oggi seduta negativa per Piazza Affari che si dimostra la peggiore tra le piazze del vecchio continente dopo la seduta in rosso delle altre piazze, non riuscendo a festeggiare così ai 10 anni della Banca Centrale Europea. A pesare sono un po' tutti i settori, soprattutto i titoli assicurativi e quelli bancari.
In una giornata gia' limitata da scambi ridotti per la festa del 2 giugno, Piazza Affari registra, al giro di boa di metà seduta, tutti segni meno: il Mibtel retrocede dell' 1,49%, il Midex dell'1,05%, l'All Stars retrocede dello 0,51% e l'indice SpMib dell'1,63%. Giù i bancari con Banco Popolare a -2,09%, Mps a -1,95%, Mediobanca a -1,92% e Unicredit a -1,90%. Male anche gli assicurativi con Mediolanum a -3,79% seguita da Generali a -1,12%. Retromarcia innestata per Fiat che, sulla scia della debolezza del comparto europeo legato all'auto, segna un -3,46%. Il raffreddamento del greggio, con il prezzo del petrolio a 127 dollari al barile, si fa sentire: Saipem perde il -1,86%, ed Eni -1,49%.

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Paulson su crisi mercati

Il segretario del tesoro Usa Henry Paulson ha detto che ci vorranno ancora dei mesi prima di potere vedere la fine della crisi dei mercati finanziari, ha anche confermato il fermo sostegno dell'amministrazione americana al dollaro forte.
Paulson ha detto che riguardo alle turbolenze dei mercati finanziari stiamo parlando di mesi prima di poterne vedere la fine e che ci saranno ancora scossoni lungo la strada, queste le parole riferite dal sgretario durante la missione ad Abu Dhabi nel golfo persico.

Quanto alla posizione degli Usa in merito alla forte debolezza del dollaro, Paulson ha risposto che i mercati rispondono ai fondamentali economici. Ogni economia ha i suoi alti e bassi e gli Stati Uniti stanno attraversando un periodo duro ha detto, ma credo che i fondamentali economici di lungo periodo si rifletteranno sulla nostra valuta.

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sabato 31 maggio 2008

Il ciclone subprime tocca poco le banche italiane

Il ciclone subprime ha toccato meno le banche italiane che quelle di altri Paesi, i nostri istituti bancari hanno retto bene l'urto in questi mesi di crisi: i loro attivi sono stati toccati marginalmente, i bilanci stabili e fondati sulla raccolta dalla clientela. Il giudizio e stato dato dal governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, che, nelle sue ultime Considerazioni, invita tuttavia a non abbassare il livello di guardia e dichiare che via Nazionale chiedera' alle banche, in linea con gli standard di Basilea II, di aumentare e rafforzare il patrimonio per renderlo adeguato a superare tutti i rischi, in particolare quelli piu' difficili da quantificare. Anche le politiche di distribuzione dei guadagni e ogni progetto di ampliamento, dice, devono essere coerenti con il rafforzamento del patrimonio. E' necessario inserire strumenti che incoraggino gli istituti bancari ad accumulare capitale in eccesso in condizioni favorevoli di mercato, per non essere costrette in seguito ad una contrazione degli attivi nei periodi di crisi finanziaria. Ma la ricetta di M.Draghi và oltre. Per ogni banca, dice, e' essenziale disporre di un sistema di gestionale e di controllo per cogliere in anticipo le interdipendenze che si presentano improvvisamente nelle fasi di crisi. Il compito, dice il governatore, e' tanto piu' urgente quanto piu' gli istituti sono grandi. Il consolidamento del nostro sistema bancario, proseguito nell'anno 2007, deve essere accompagnato da una deciso incremento nell'integrare delle reti o strutture organizzative, sistemi informatici, culture aziendali diversificate, anche per poter gestire rischi di nuova concezione e complessità. Ma c'e' anche "un terzo presidio cui e' affidata la stabilita' del sistema bancario ed e' la qualita' del governo societario. Draghi ricorda la nuova disciplina che impone alle banche una chiara distinzione di compiti e responsabilita' tra gli organi aziendali; detta regole per la loro composizione; valorizza il ruolo dell'organo di controllo, accrescendone i poteri rispetto alla disciplina generale; prescrive l'adozione di flussi informativi interni che assicurino la piena consapevolezza da parte di chi ha la responsabilita' delle decisioni; promuovere corretti meccanismi di incentivazione e remunerazione. Una normativa costruita su principi generali e linee applicative essenziali che non fornisce soluzioni uguali per ogni realta' aziendale, ma richiede che esse siano calibrate sulle specificita' delle singole banche, secondo un criteri di proporzionalita.

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venerdì 30 maggio 2008

Petrolio a 135$,futuro di crescita per i prezzi dell'energia

Alessandro Ceccaroni presidente di Agora Investments SGR che analizza la settimana dei mercati finanziari..

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USA: Fallimenti in aumento per le banche

Le banche americane hanno accantonato nel primo trimestre 37,1 miliardi di dollari (39 miliardi di franchi) percoprire le perdite legate ai mutui e altri prestiti: si tratta di una cifra record che dimostra il crescente panico causato fra le banche commerciali dalla crisi del credito. A tracciare ilbilancio è Sheila Bair, presidente della Federal Deposit Insurance Corporation (Fdic), osservando come i fallimenti degli istituti di credito commerciali potrebbero aumentare nei prossimi trimestri in seguito agli effetti della crisi sull'economia."Se da un lato possiamo aver superato il peggio in termini di turbolenze sui mercati finanziari, dall'altra parte siamo solo alle fasi iniziali di una tradizionale crisi del credito che si registra in un periodo di rallentamento economico", spiega Bair, sottolineando la necessità "di focalizzarsi sulle incertezze che pesano sull'economia e ancora sul mercato immobiliare".Le banche con "problemi" sono aumentate nei primi tre mesi dell'anno da 76 a 90, per un totale di 26,3 miliardi di asset coinvolti. Quest'anno le banche fallite sono 3, la stessa cifra registrata nell'intero 2007. Bair ha dichiarato di aspettarsi un maggior numero di fallimenti nei prossimi mesi, mettendo comunque in evidenza che le banche in difficoltà saranno meno dei livelli record della crisi negli '80 e '90.

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giovedì 29 maggio 2008

Calano le scorte di greggio USA risale prezzo al barile

Il prezzo del petrolio risale sopra 133 dollari dopo l'inatteso forte calo delle scorte settimanali Usa di greggio. A New York il Light crude avanza di 2 dollari a 133,03 dollari, dopo essere sceso in giornata a un minimo di 128,50 dollari. A Londra il future sul Brent e' schizzato fino a 132,85 dollari dai 129,15 segnati prima delle statistiche. I dati sulle scorte di greggio statunitensi questa settimana sono stati pubblicati con un giorno di ritardo, rispetto al consueto, per via del ponte festivo per il Memorial Day. Il Dipartimento dell'Energia Usa ha comunicato che la scorsa settimana le scorte di greggio sono diminuite di 8,88 milioni di barili, quelle di benzina di 3,26 milioni di barili, mentre gli stock di prodotti distillati sono aumentati di 1,64 milioni di barili.

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Bache: Ad aprile freano i prestiti

Rallenta ad aprile l'andamento dei prestiti erogati dalle banche italiane. Secondo i dati diffusi da Bankitalia, ad aprile la consistenza dei prestiti ha registrato una crescita dell'8,6% su base annua rispetto al 9,5% del mese precedente. Su base mensile i prestiti registrano un +1,5%, una dinamica ben inferiore a quella degli ultimi 12 mesi. A trainare i prestiti e' la componente a lunga scadenza con un incremento del 9,6% ad aprile sullo stesso mese dell'anno scorso mentre la componente da 1 a 5 anni accusa una flessione del 18% sul mese precedente e un rallentamento al 9,5% su base annuale rispetto alla crescita dell'11,7% di marzo.
Per maggiori informazioni sui prestiti consultate Guida al prestito.

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martedì 27 maggio 2008

Attacchi ai pozzi Nigeriani, greggio a 133 dollari al barile

Il petrolio è sempre intorno ai 133 dollari al barile, dopo l'attacco di forze ribelli alle strutture petrolifere nigeriane, mentre la debolezza del dollaro continua a spingere il mercato al rialzo.
Alle 12,00 il greggio Usa è in salita di 95 centesimi a 133,14 dollari al barile. La Borsa mercantile di New York è stata chiusa ieri per festività.
Lo scorso 22 maggio il greggio Usa ha toccato il record di 135,09 dollari al barile.
Il brent londinese sale di 22 centesimi a 132,59 dollari. Aveva raggiunto il record di 135,14 dollari sempre il 22 di maggio.
I prezzi della materia prima sono saliti lunedì scorso quando Royal Dutch ha annunciato di avere tagliato la produzione in Nigeria dopo che alcuni ribelli da Delta del Sud del Niger hanno fatto saltare un oleodotto.
Circa un quinto della produzione petrolifera nigeriana è stato tagliato dal 2006 a causa di una serie di attacchi agli oleodotti e ad altre infrastrutture.

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Finanza: Favorire il microcredito

Il Parlamento ritiene che il microcredito ricopra un ruolo essenziale nel riequilibrare le opportunità di mercato favorendo nuovi soggetti economici e i piccoli operatori. Secondo la Commissione, attuare efficacemente lo strumento del microcredito in Europa significa poter erogare prestiti che in media oscillano tra i 10.000 e i 25.000 euro, almeno per la Ue-15 (mentre ammonta a 3.800 di media nei nuovi Stati membri). Il microcredito è concepito per le microimprese con meno di 10 dipendenti, cioè il 91% delle imprese europee, oltre che per i disoccupati o le persone non attive che vogliano avviare un'attività autonoma ma che non hanno accesso ai tradizionali servizi bancari. In base ai dati Eurostat, si stima che la domanda di microcredito nella zona euro potrebbe tradursi in 700mila nuovi prestiti, per un ammontare di circa 6,1 miliardi di euro nel breve termine. La richiesta è esplicita: deve essere riconosciuta l'importanza del microcredito per potenziare lo sviluppo di progetti d'impresa autonomi, sostenuti da soluzioni di micro finanziamento, in particolare a favore dei soggetti economicamente più deboli, ma potenzialmente produttivi, sullo stesso piano del classico supporto all'imprenditoria femminile. È stata poi suggerita la costituzione di una Associazione congiunta del microcredito per la "certificazione di credibilità" dei progetti.

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domenica 25 maggio 2008

Borsa: Titoli energetici soffrono, perdite del 1,1%

La seduta di Piazza Affari ha seguito una tendenza negativa fin dalle prime battute, sulla scia della chiusura ancora in rosso dei listini asiatici per i timori inflazionistici innescati dalla corsa del prezzo del petrolio, ormai sopra i 132 dollari al barile. I titoli finiti sotto la pressione delle vendite degli investitori sono risultati quelli legati all'energia e alle materie prime. In particolare, sul listino italiano, sono fioccati i realizzi su Tenaris, la società di proprietà della famiglia Rocca, che verso la chiusura della seduta perdeva l'1,8%. Una discesa comunque minima se si considera che il titolo da inizio anno ha guadagnato il 63%. Ma anche Eni e Saipem hanno subito ieri aggiustamenti superiori all'1%. La giornata ha volto poi decisamente in negativo nel pomeriggio con la partenza di Wall Street e la pubblicazione del dato americano sulle vendite di case esistenti, calate dell'1% annuo in aprile alla quota di 4,89 milioni di unità. Gli analisti si aspettavano un calo a quota 4,85 milioni. Alla fine tutte le Borse europee hanno chiuso in perdita con Parigi a guidare la pattuglia con un calo dell'1,89% e Milano in coda al gruppo in rosso dell'1,1%. La corsa del petrolio sta innescando timori per quanto riguarda la futura crescita dell'economia, che potrebbe essere frenata da una spirale inflazionistica. Tutto ciò non impedisce una certa effervescenza a livello di operazioni aziendali. Il sito del Financial Times ha lanciato la notizia che InBev, il gigante della birra nato dalla fusione tra Interbrew e AmBev, starebbe pensando a un'acquisizione da 46 miliardi di dollari sulla Anheuser-Busch, la società che controlla il marchio americano Budweiser. Nel più ristretto mercato di Piazza Affari, invece, si fa a gara a scommettere quale sarà la prossima società che verrà tolta dal listino. Questa volta potrebbe toccare alla It Holding, l'azienda di moda che fa capo a Tonino Perna, su cui sono continuati gli acquisti del mercato in vista di un possibile delisting nonostante le smentite della società. Ieri ha guadagnato un altro 3,8% dopo aver perso il 49% negli ultimi sei mesi.

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La crisi dei mutui subprime subisce una metamorfosi

La crisi dei mutui subprime sembra stia subendo una metamorfosi. Tutto induce a ritenere che essa verrà superata attraverso la creazione di un’enorme bolla nel mercato delle materie prime, tra cui primeggia il petrolio, e soprattutto attraverso un periodo in cui sono destinati a coesistere bassa crescita ed inflazione in rialzo. In altre parole, sembra prospettarsi una versione aggiornata della stagflazione che caratterizzò l’economia occidentale negli anni Settanta. Come allora, stiamo assistendo alla combinazione di forti aumenti dei prezzi delle materie prime e delle derrate agricole e di politiche monetarie molto espansive. Questo scenario non è condiviso da molti analisti finanziari. Secondo questi ultimi, la crisi dei mutui subprime ha messo in moto un processo di contrazione del credito erogato dalle banche che inciderà negativamente sulla crescita e sull’occupazione e che quindi porterà ad una riduzione dell’inflazione. Quindi, a loro avviso, i tassi attuali di inflazione del 3,3% in Eurolandia e del 3,9% negli Stati Uniti sono destinati a scendere, poiché sono il «prodotto residuo» della crescita dell’anno scorso. E in effetti i cicli economici del passato molto spesso sono stati contraddistinti da un’inflazione che continuava a salire nei primi mesi di recessione o di forte rallentamento dell’economia. Costoro dimenticano però che la realtà attuale è ben diversa. Nella maggior parte dei cicli economici precedenti la recessione era provocata dalle politiche monetarie restrittive delle banche centrali tese a raffreddare la dinamica dei prezzi. In pratica, vi era il «canto del cigno» dell’inflazione prima che la recessione spezzasse il processo di rincorsa tra prezzi e salari.Oggi, invece, il forte rallentamento dell’economia americana e anche quello dell’economia europea, che si sta delineando, sono il frutto della crisi finanziaria. Per evitare una crisi sistemica, le banche centrali continuano ad iniettare miliardi e miliardi di liquidità nel sistema e la banca centrale americana ha addirittura ridotto i tassi di interesse al 2%, ossia ad un livello inferiore al tasso di inflazione, per cui oggi negli Stati Uniti i tassi in termini reali sono negativi. Quindi, sebbene per ragioni diverse, come negli anni Settanta, il rialzo dell’inflazione e l’impennata dei prezzi delle materie prime coincide con una politica monetaria fortemente espansiva. E’ dunque probabile che la tendenza all’aumento dei prezzi proseguirà, se la recessione americana non sarà lunga e forte e se l’economia europea riuscirà ad evitare un periodo di contrazione.

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sabato 24 maggio 2008

USA: Peggior settimana per la Borsa americana

I mercati azionari Usa hanno chiuso in calo ieri sera segnando la peggiore settimana in Borsa degli ultimi tre mesi, mentre le preoccupazioni per gli alti prezzi del petrolio hanno colpito duramente i settori più sensibili al costo dell'energia e hanno lasciato gli investitori ansiosi sull'inflazione all'inizio di un fine settimana di vacanza.
L'indice Dow Jones ha chiuso sotto di 145,99 punti, l'1,16%, a 12.479,63 punti. Lo Standard & Poor's 500 ha perso 18,42 punti, l'1,32%, a 1.375,93. Il Nasdaq Composite è calato di 19,91 punti, lo 0,81%, a 2.444,67 punti.
Per la settimana, il Dow ha lasciato sul terreno il 3,9%, l'S&P il 3,5% e il Nasdaq il 3,3%.

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Trovato petrolio in Lucania

Una raffica di record per euro, petrolio e oro: la moneta europea sopra la soglia di 1,53 dollari, il prezzo del greggio a quota 104,95 dollari, l’oro, trainato proprio dal dollaro debole e dal caro petrolio, a un soffio dai mille dollari, venduto a 995,20 dollari l’oncia. Con il prezzo del petrolio alle stelle i giacimenti della Basilicata fanno sempre più gola. E se negli anni alcuni operatori, come la British Petroleum, hanno abbandonato la partita a causa delle difficoltà burocratiche, oggi i francesi della Total hanno deciso di accelerare. A vent’anni dalla scoperta del giacimento di Gorgoglione-Tempa Rossa, che ha riserve per 120 milioni di barili di greggio equivalente, e a quasi 10 anni dalla concessione a Total (50%), Shell (25%) ed Esso (25%), per i francesi si avvicina l’ora della raccolta. È però indispensabile costruire il centro oli e collegarlo con i pozzi tramite condutture che evitino il viavai delle autocisterne sulle impervie strade dell’Appennino. C’è il timore di resistenze degli abitanti locali.
Ne sa qualche cosa l’Eni, che opera in Val d’Agri, il più importante giacimento dell’Europa continentale, dove non passa giorno senza che qualche gruppo o un’amministrazione locale metta i bastoni fra le ruote. L’ultimo caso è stato denunciato dal ministero dello Sviluppo economico e riguarda le perplessità all’allacciamento di un pozzo da parte del Comune di Calvello.La nuova giunta ha chiesto di rifare il progetto invocando la necessità di proteggere alcune aree verdi, tra le quali una per picnic. Anche per queste resistenze il pozzo ha rallentato la produzione (da 104mila barili potenziali al giorno si è scesi a 85mila) e quotidianamente 35 autobotti devono essere avviate sulla vicina strada provinciale. Nonostante tutto, però, la Total è fiduciosa di poter iniziare presto l’estrazione anche grazie a un asso. I lavori di preparazione del centro oli, che serve a raccogliere il greggio e a sottoporlo a una prima lavorazione, sono stati affidati (novità da quando è stato scoperto il petrolio lucano) a otto imprese locali, che si sono aggiudicate un appalto di 35,4 milioni di euro. I lavori dovrebbero iniziare a giorni, fermo restando il rispetto del territorio e delle comunità locali puntualizza Franco Ferrara, amministratore della Ferrara di Policoro, capofila del consorzio. Se non ci saranno intoppi, nel 2012, data prevista per il raggiungimento del massimo pompaggio, con sei pozzi allacciati si potranno estrarre 50mila barili di greggio al giorno, più del 50% dell’attuale produzione dell’Eni in Val d’Agri che di pozzi in funzione ne ha 34.

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mercoledì 21 maggio 2008

Crisi mutui e petrolio frenano wallstreet

Indici: Wall Street ieri sera chiude la seduta in forte calo. Il Dow Jones ha perso l'1,51% a 12.831,53 punti, il Nasdaq ha lasciato sul terreno lo 0,95%% a 2.492,26, mentre lo S&P 500 ha ceduto lo 0,90% a 1.413,85 punti.
Nuovo record per il greggio ha infranto ieri la soglia psicologica dei 129 dollari, spingendosi a un soffio dai 130 dollari al barile. Una volata che preoccupa per le sue ripercussioni sull'inflazione, dove si farà sentire l'aumento dei prezzi alla produzione, saliti in aprile dello 0,2%: al netto di cibo e petrolio però, l'aumento dell'indice dei prezzi alla produzione é stato pari allo 0,4%, molto al di sopra delle attese degli analisti.
Per quanto riguarda i mutui subprime i finanziari continuano ad essere sotto pressione, anche a causa del nuovo report di Oppenheimer, secondo il quale il sistema bancario americano potrebbe essere costretto a svalutare, ancora 170 miliardi di dollari di riserve da qui a fine 2009.

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martedì 20 maggio 2008

Principali novità economiche

Diamo uno sguardo alle principali novità economiche, Microsoft, Yahoo, Google il petrolio ecc.


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lunedì 19 maggio 2008

Petrolio: Algeria raddoppierà produzione

Il Ministro dell’Energia Chakib Khelil a detto che entro il 2014 l'Algeria vuole raddoppiare la produzione di greggio da 22 a 50 milioni di tonnellate.
Chakib Khelil a spiegato che l'obbiettivo dovrebbe essere raggiunto costruendo nuove raffinerie e rinnovando quelle già esistenti, ciò genererebbe un aumento della capacità da 450.000 a 1 milione di barili al giorno.
La prima raffineria sarà costruita sulla costa di Skikda mentre la seconda andrà localizzata nella zona di Tiaret: secondo quanto ha reso noto da Abdelhafid Feghouli, vicepresidente delle attività downstream nel gruppo Sonatrach l’aumento della capacità di raffinazione per venire incontro alla crescente domanda di energia è la priorità del paese.

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Islanda in bancarotta per miliardi di dollari

Danimarca, Norvegia e Svezia l'altro ieri hanno annunciato l'apertura di una linea di credito di 1,5 miliardi di euro per tamponare la crisi della finanza islandese che rischia di saltare in aria come uno dei suoi tanti geyser. Ognuno mette 500 milioni di euro sul tavolo della solidarietà scandinava.
La Banca Centrale islandese ha riserve per 2,5 miliardi di euro. Dall'inizio dell'anno la krona, la moneta nazionale, ha perso il 25% del proprio valore. L'inflazione ha toccato il mese scorso l'11,8% (non accadeva da 20 anni) benché il costo del denaro sia al 15,5% (il più alto d'Europa). Il problema sono i debiti delle tre principali banche private che negli anni scorsi si sono molto «allargate» facendo shopping all'estero (dalla Gran Bretagna alla Cina). La stretta internazionale del credito, dopo la caduta dei mutui «subprime» negli Usa, ha spinto la periferica Islanda reddito pro capite 46 mila dollari, tra i più alti del mondo sul ciglio di una crisi di liquidità. Molti a Reykjavik puntano il dito sugli speculatori, gli squali degli hedge funds che scommettono sul collasso. Resta il fatto che l'Islanda (300 mila abitanti sparsi su un territorio che è un terzo dell'Italia) è tra i Paesi più in rosso: il debito estero veleggia verso i 100 miliardi di dollari, 5 volte il prodotto interno lordo. Con i venti della recessione che soffiano sull'Atlantico, l'isola dei sobri miracoli è diventata un'osservata speciale.

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sabato 17 maggio 2008

Nuovo record del greggio

Nuovo record storico per il petrolio. Il barile di greggio si avvicina alla soglia dei 128 dollari sul mercato di New York. Stessa tendenza a Londra dove il Brent guadagna in una sola seduta tre dollari volando oltre 126 dollari. Dal due gennaio del 2008 quando per la prima volta l'oro nero superava quota 100 dollari il barile ad oggi il guadagno per gli speculatori sfiora il 30%. E secondo gli analisti la tendenza al rilazo è destinata a proseguire. Secondo uno studio dell'Opec il rischio che il barile di petrolio possa arrivare a 200 dollari è tutt'altro che fantascientifica. Anche perchè il contesto è favorevole agli aumenti. A cominciare dal caos in Nigeria, primo paese africano produttore di petrolio, dove tra scioperi e disordini di ogni genere la produzione è molto rallentata. Un contesto in cui si aggiunge la situazione in Cina dove le importazioni di greggio dovrebbero riprendere alla grande per sostituire le centrale a gas danneggiate dal terremoto.

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La ricerca annuale Ups sul clima economico europeo

L'ottimismo dei manager europei si è arenato dopo le recenti tempeste sui mercati finanziari in tutto il mondo. Per la prima volta dal 1992, la ricerca annuale Ups Business Monitor ha rivelato una differenza tra le dichiarazioni degli intervistati (risalenti allo scorso autunno) e la prova dei fatti, con un repentino cambio di scenario solo in parte pronosticabile alcuni mesi fa. Questo il punto di partenza emerso alla tavola rotonda sul rallentamento dell'economia globale, organizzata a Milano da Ups e AmCham (Camera di commercio americana in Italia). La crisi innescata dai mutui statunitensi si è diffusa a livello globale, con una picchiata delle quotazioni di borsa e un calo di fiducia nei consumatori. Così gli imprenditori, che alla fine del 2007 si mostravano ancora in corsa sull'onda dello sviluppo, stanno facendo i conti con un riflusso imprevisto.

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venerdì 16 maggio 2008

A quanto ammonta il signoraggio?

Questo video ci spiega cos'è il signoraggio e a quanto ammonta.

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I media, il signoraggio, le banche

Nicolò Bellia ci spiega come è nata l'economia monetaria del giorno d'oggi.

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Audizioni negli USA su speculazione petrolio

Il Parlamento Usa ha intrapreso una nuova indagine sul ruolo della speculazione nella corsa dei prezzi del petrolio: La Commissione Energia e Commercio della Camera dei rappresentanti ha messo in calendario una serie di audizioni per maggio e giugno. Secondo quanto riferisce il Wall Street Journal, l'inchiesta prende di mira in particolare gli hedge fund e le investment bank, accusate di avere avuto una parte decisiva nello spingere il barile a bruciare un recordo dopo l'altro. Il 21 maggio la Commissione terra' una seduta dedicata ai prezzi della benzina.

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Carburanti alle stelle

Nuovo record per il petrolio, che a New York ha sfondato per la prima volta la soglia dei 127 dollari al barile. La nuova fiammata del greggio è stata innescata dalle parole del presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, che ha chiesto all'Arabia Saudita di aumentare la produzione. In Italia i prezzi dei carburanti sono alle stelle, con la benzina che sfonda quota 1,49 euro al litro. Ed il gasolio che si porta ad un passo dallo stesso livello. Secondo l'aggiornamento dei prezzi di Quotidiano Energia, questa mattina hanno rimesso mano ai listini, molti dei marchi presenti sulla rete italiana, con la Esso che ha portato la verde a quota 1,491 euro al litro, mentre il diesel è salito nei listini della stessa compagnia al nuovo massimo di 1,489 euro.

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mercoledì 14 maggio 2008

Scambi record per piazza affari

La borsa di Milano ha chiuso la seduta di ieri con scambi record per il 2008, con oltre 9,95 miliardi di euro di controvalore. Tra i titoli più scambiati si segnalano Unicredit (425 milioni di pezzi per oltre 2 miliardi di euro di controvalore), Eni (102 milioni di azioni per 2,6 miliardi di controvalore) e Intesa Sanpaolo (317 milioni di pezzi per 1,43 miliardi di euro). Con i quasi 10 miliardi di euro scambiati oggi iper controvalore, Piazza Affari ha raggiunto il nuovo record per il 2008 che corrisponde all'ottavo miglior risultato della storia della Borsa milanese. Il record assoluto per valore di scambi è stato toccato da Piazza Affari il 15 maggio 2007, con oltre 13 miliardi di euro di controvalore.

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Franco Bruni sui mutui