mercoledì 7 maggio 2008

l'Opvs di Best Union

Lo sbarco sull'Expandi e' previsto per il prossimo 15 maggio. L'offerta globale ha per oggetto 3,9 mln di azioni ordinarie (circa il 42,1% del capitale), di cui 3,12 mln rivenienti da un aumento di capitale e 780.000 azioni poste in vendita dagli azionisti venditori Luca Montebugnoli, Nicoletta Mantovani e King spa.
E' prevista la concessione di un'opzione di over allotment ed una di greenshoe, pari rispettivamente ad un 15% dell'ammontare massimo dell'offerta. Post greenshoe il flottante sara' pari dunque al 45,5% del capitale. Luca Montebugnoli dall'attuale 58% diluira' la propria quota a circa il 31,2%, mentre Nicoletta Mantovani scendera' dal 20% a circa il 10%.
Agli aderenti all'offerta pubblica che terranno in portafoglio le azioni per almeno 12 mesi dalla data di pagamento, verra' assegnata una bonus-share di un'azione per ogni 10 possedute. Sulla base dell'intervallo di prezzo, pari a 3,4-4 euro per azione, la capitalizzazione della societa' e' compresa tra 31,5 e 37,1 mln euro, mentre il valore dell'offerta e' compreso tra 13,3 e 15,6 mln euro.
Nel 2007 Best Union ha conseguito ricavi per 10,124 mln euro (+13,7% a/a), un Mol di 1,604 mln (+15,8%), un Ebit di 1,285 mln (+12,37%) ed un utile netto di 561.000 euro (+5,5%), Il rapporto debito netto su Ebitda era di 0,1 volte alla fine del 2007.

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mercoledì 30 aprile 2008

Quel tesoro di BankItalia...

Tocchera' a Giulio Tremonti, ministro in pectore dell'Economia, risolvere tra le pieghe dei primi documenti di bilancio per il 2009 il nodo del nuovo assetto azionario della Banca d'Italia, ora in mano a una sessantina di banche private, fra cui spiccano quelle dei gruppi Intesa Sanpaolo (complessivamente al 42% circa) e di UniCredit (oltre il 22%).
Secondo Milano Finanza, la sistemazione del quadro azionario di Palazzo Koch, secondo la norma, dovra' avvenire attraverso un regolamento, di cui pero' adesso non vi e' traccia. O meglio, ce n'era traccia nel disegno di legge di riforma delle Authority che pero' ormai e' lettera morta. La riforma cancellava il termine del dicembre 2008 e prevedeva un decreto legislativo "volto ad ampliare il novero dei possibili partecipanti al capitale della Banca d'Italia e a introdurre limiti al possesso azionario a garanzia dell'indipendenza della medesima".
Questa era la via preferita dal governatore Mario Draghi, espressa nella relazione del maggio 2007 ma ora tutto e' rimesso in discussione ed i tempi si fanno sempre piu' stretti.

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