giovedì 21 agosto 2008

Nelle Marche scoperto giro di assegni ricettati

Nel marchigiano, precisamente a San Severino e a Sarnano, è stato scoperto dai carabinieri un giro di assegni rubati ad alcune aziende del luogo e posti all’incasso, per vari importi. L'indagine è scattata il 13 agosto dopo la denuncia di un furto di un carnet di 4 assegni presso una ditta della zona.

I malviventi, tre pregiudicati della provincia di Frosinone, si occupavano di compilare gli assegni, falsificando le firme dei traenti ed incassarli. Sono stati denunciati per concorso in falsità ideologica in scrittura privata, sostituzione di persona e ricettazione. I Carabinieri stanno verificando se abbiano compiuto materialmente loro il furto degli assegni o se siano venuti in possesso degli stessi in un secondo momento.

Il 3 marzo scorso, un'episodio analogo era accaduto a Sarnano, per cui sono stati denunciati per furto aggravato e per falsità ideologica un giovane pugliese e per ricettazione ed estorsione un macedone di 35 anni, che si era occupato dell'incasso di un assegno di 750 euro e quando era stato fermato dai Carabinieri aveva costretto, minacciandolo, il giovane foggiano a restituire l’intera somma al titolare della ditta.

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sabato 9 agosto 2008

Denunciati per assegno scoperto

In provincia di Campobasso, a Santa Croce di Magliano, i carabinieri della Stazione locale hanno denunciato tre truffatori di etnia rom per aver comprato un'auto BMW con assegno scoperto.
Le indagini sono scattate dietro una querela presentata da un operaio di 30 anni, abitante nel paese, che ha venduto l'auto in questione ai tre imbroglioni. Denunciati per truffa, in stato di libertà, i tre rom residenti in provincia di Bergamo: H.T. 40 anni, T.M. 30 anni e T.D. 21 anni.
Le indagini dei carabinieri hanno accertato che l'acquisto è stato effettuato con un assegno postale di 26.500 euro, risultato poi scoperto.

A fronte di questi fatti, si consiglia ai cittadini di prestare molta attenzione nel caso di trattative di vendita di grossa entità con persone sconosciute. E' bene accettare forme di pagamento che consentono un'immediata verifica sulla disponibilità del denaro (bonifici, assegni postali, ecc.) ma, soprattuto, di consegnare il bene in vendita solo dopo essersi accertati dell'avvenuto pagamento.

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giovedì 24 luglio 2008

Assegno: Istruzioni per l'uso

Per chi paga
Compilate l’assegno in ogni sua parte utilizzando penne a sfera con inchiostro nero e possibilmente indelebile.
Compilate il talloncino a sinistra dell’asssegno che rimane nel libretto, per verificare più agevolmente l’estratto conto. Quando è compilato in ogni sua parte, potete staccare l’assegno.
• Evitate di apporre timbri di altro genere (ad esempio, pagato “, sal­do fattura e così via): creano solo confusione e non sono utili.
• Nell’indicare la somma, non lasciate spazi tra le cifre e terminate la riga sempre con un cancelletto (#) o con una doppia barra (//). Se fate un errore nella compilazione dell’assegno, meglio buttarlo e riscriverlo.
• Indicate sempre il nome del benèficiario.
• Non post-datate gli assegni.
• Evitate di spedire assegni: il bonifico bancario è piu sicuro.
• Nei limiti del possibile indicate sempre la clausola non trasferibile,
ricordatevi che gli assegni di importo superiore ai 10.000 euro devono es­sere sempre intestati e contenere la scritta ‘non trasferibile’, altrimenti si rischiano sanzioni fino al 40% dell’importo dell’assegno.
• Fate attenzione se l’assegno che state compilando è in moneta estera o in euro, perché se scrivete una determinata cifra in moneta estera (ad esempio 100.00) su un assegno in euro, la banca pagherà al creditore non l’importo in moneta estera ma l’equivalente in euro.

Per chi riscuote
Controllate che l’assegno sia stato compilato correttamente. Controllate so­prattutto che ci sia la firma e che l’importo in cifre e in lettere corrispondano
(in caso di discordanza, ricordate che prevale sempre la somma in lettere).
Non accettate assegni con timbri vicini alle cifre: potrebbero nascon­dere cancellature e correzioni. Non accettate assegni sbiaditi, strappati o con carta sfibrata.
Non accettate assegni privi dell’angolo superiore sinistro: le banche segnano in questo modo gli assegni gia presentati all’incasso, per evita­re la circolazione di quelli rubati.
Nel caso di grosse cifre, esigete assegni circolari e non bancari.
• Incassate gli assegni ricevuti entro breve tempo (al massimo entro 8 giorni per un assegno su piazza ed entro 15 giorni per un assegno fuori piazza).
• Girate l’assegno, firmandolo sul retro, solo al momento della conse­gna o della presentazione in banca: una precauzione in più in caso di furto o smarrimento.
Quando intendete incassare un assegno di importo elevato presso la banca del debitore, munitevi di più documenti che dimostrino la vostra identità e portate con voi il numero di telefono del vostro debitore.

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martedì 22 luglio 2008

Gli assegni tagliati

Ogni assegno, a meno che non venga utilizzato per ritirare denaro presso la filiale della propria banca, compie un viaggio più o meno lungo che lo riporta alla banca che lo ha emesso. Facciamo un esempio: il signor Mario Bianchi, titolare di un conto corrente presso una banca di Milano, paga con un assegno il signor Bruno Rossi, che lo versa, a Palermo, presso la banca dove ha il proprio conto corrente. L'assegno, dopo essere stato consegnato alla banca di Palermo dal Signor Rossi, deve essere rispedito alla banca di Milano. È cosi che tra una banca e l'altra si forma un grande movimento di centinaia e centinaia di assegni, spostati tramite vagoni ferroviari o furgoni blindati. È il momento del trasporto quello di cui associazioni criminali riescono ad approfittare: rapinano il vagone o il furgone, si impadroniscono degli assegni e li” lavano” con raffinati metodi chimici che cancellano tutti i dati tranne la firma del titolare.
In questo modo, possono riutilizzare gli assegni compilandoli nuovamente. Per difendersi da questo tipo di truffa, le banche dal giugno 1991 hanno introdotto un nuovo accorgimento: quando un assegno, sia bancario sia circolare, è stato incassato, il suo angolo superiore sinistro viene tagliato. Da quel momento l'assegno viene considerato privo di valore e non può più essere riutilizzato. Prestate dunque particolare attenzione agli assegni: se hanno angolo superiore sinistro tagliato non hanno più valore e non potranno più essere accettati dalle banche. Controllate l'integrità degli assegni che ricevete e non accettate in nessun caso quelli che risultano privati dell'angolo superiore sinistro.

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lunedì 21 luglio 2008

La girata sull'assegno

Con la firma dell’assegno la banca è autorizzata a pagare l’importo scritto al cosiddetto prenditore.


A quel punto l’assegno può però essere utilizzato come moneta corrente: è per questa ragione che chi ne ha ricevuto uno può pagare una terza persona con lo stesso assegno, semplicemente mettendo una firma sul retro. Questa operazione è chiamata girata.


L’assegno può dunque essere incassato subito (la persona cui è intestato lo gira direttamente alla banca) oppure può passare di mano in mano (le persone che “girano” l’assegno vengono chiamati” giratari”).


Con una precisazione: chi gira un assegno si assume personalmente la responsabilità della sua copertura, anche se lo ha ricevuto in pagamento da altri. Infatti se l’ultima persona che riceve in pagamento l’assegno scopre che non è coperto, ovvero che non può avere i suoi soldi, avrà il diritto di rivalersi in tribunale su tutti i” giratari” che lo hanno preceduto.


La banca, in qualsiasi caso, non rischia mai nulla, dato che accetta sempre tutti gli assegni con la formula “salvo buon fine”.


Una formula con la quale l’istituto di credito, dopo aver accreditato la somma dell’assegno direttamente sul conto di chi lo ha versato, si riserva di addebitare, con un’operazione che in gergo tecnico prende il nome di storno, sullo stesso conto la medesima somma in caso l’assegno risulti scoperto.

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L’assegno bancario

Rappresenta senz’altro lo strumento finanziario più conosciuto dai clienti bancari. Nato oltre 600 anni fa (i primi assegni cominciarono a circolare a Pisa e a Prato nel 1374) l’assegno bancario, istituito nella sua forma attuale dal Regio Decreto 21/12/1933 n.1736, è un titolo che indica un ordine di pagamento emesso sulla base di un accordo tra una banca e il cliente al momento di aprire un conto corrente. Grazie a questo accordo il correntista può disporre liberamente del denaro depositato presso la banca. Compilando un assegno, il titolare di un conto corrente ordina alla propria banca di pagare a un’altra persona (definita tecnicamente beneficiano) una somma di denaro. Naturalmente, usando l’assegno è possibile anche chiedere i soldi per se stessi, ma in questo caso bisogna scrivere sull’assegno (dopo l’indicazione all’ordine) il proprio nome e cognome o, in alternativa, la dicitura “a me stesso”. Si tratta di uno strumento comodo e pratico che permette di non doversi spostare con grosse somme di denaro in tasca. L’assegno garantisce discrezione, praticità e sicurezza. Tuttavia, spesso si dimenticano o si sottovalutano sia ‘importanza di questo mezzo di pagamento, sia i rischi connessi al suo uso. Non si riflette mai abbastanza, ad esempio, sul fatto che, una volta firmato, un assegno è denaro a tutti gli effetti. Anche per questa ragione è utile apprenderne caratteristiche e modalità d’uso per conoscere e poter far valere i propri diritti in ogni occasione. Cercheremo di risolvere tutti quei dubbi che in banca sono dati per scontati e non vengono mai chiarìti abbastanza.

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martedì 13 maggio 2008

Texano 21enne cerca d'incassare assegno milionario

Questa volta il proverbio "tentar non nuoce" non si è dimostrato veritiero. L'incredibile tentativo del ventunenne Charles Ray Fuller di prelevare 360 milioni di dollari (oltre 260 milioni di euro) con un assegno falsificato, gli ha causato non pochi guai. Sosteneva di averlo ricevuto dalla madre della sua ragazza per incoraggiarlo ad aprire un'attività imprenditoriale ma è bastata una telefonata alla signora da parte della polizia di Fort Wort (Texas), luogo del misfatto, per appurare che lei non aveva mai dato alcun assegno al ragazzo. E' stato subito incriminato e non solo di falsificazione di assegni ma anche di possesso di armi e di droga. Infatti nella macchina dello sfortunato e imprudente sognatore durante una perquisizione hanno trovato armi e marijuana. Alla fine è uscito di prigione grazie al pagamento di una cauzione di 3750 dollari.

Assegno bancario

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martedì 6 maggio 2008

Come ti 'sbianco' il nero.

E’ entrato in vigore il decreto 231, che dal 30 aprile riduce ai minimi termini l’uso di contante. Ma soprattutto garantisce una maggiore tracciabilità delle operazioni di incasso e pagamento degli assegni. Un’autentica mannaia per gli assegni in nero e post-datati.
La soglia per l’utilizzo del contante e di titoli al portatore è stata abbassata da 12.500 a 5.000 euro. Ingannare il fisco diventa sempre più mission impossible. Obbligatoria l’indicazione del codice fiscale del girante sugli assegni liberi. Anche se si utilizzano i vecchi blocchi di assegni che ciascuno di noi ha da qualche parte in casa (tra l’altro fino all’altro giorno, segnalano alcune banche, "c’è stato chi ha fatto incetta di blocchetti del vecchio conio, gratuiti, per evitare la mini-imposta di 15 euro a blocco che si pagano da ieri sui liberi"). Senza codice fiscale da adesso la girata è nulla. Banche (e Poste) non pagano l’assegno. Non solo: l’emissione di effetti con la dicitura «a me medesimo» è consentita solo se sono staccati direttamente per l’incasso a uno sportello.
Di fatto si blocca l’utilizzo di assegni post-datati che sinora venivano utilizzati come veri e proprio titoli all’ordine", spiega un addetto del settore bancario. Altra novità imposta dal nuovo decreto legge: anche per assegni circolari, vaglia postali e cambiari è necessaria l’emissione con clausola di non trasferibilità. Insomma, così non si trasferisce più neanche... il nero. In che modo succedeva?
Un esempio: un privato paga un idraulico che gli fa lavori. Vuole risparmiare l’Iva, e paga in nero. Con un assegno (strano, ma vero, e molto frequente: il privato non rischiava nulla). L’artigiano lo versa in ditta, che deve giustificarlo. E lo dà a sua volta in pagamento a un fornitore, per merce senza fattura in nero. Poi l’assegno finisce a un dipendente della nuova ditta per pagamento di straordinari in nero. Nessuna traccia. Tutti felici e contenti. Ora non più.
Assegno non trasferibile.

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martedì 8 aprile 2008

Dal 30 aprile 2008 solo assegni non trasferibili



La Circolare n. 18 del 07/03/08 dell' Agenzia delle Entrate stabilisce che:
“Per ciascun modulo di assegno bancario o postale richiesto in forma libera ovvero per ciascun assegno circolare o vaglia postale o cambiario rilasciato in forma libera è dovuta dal richiedente, a titolo di imposta di bollo, la somma di 1,50 euro.
Ciascuna girata deve recare, a pena di nullità, il codice fiscale del girante.”
e precisa che “Le disposizioni di cui al presente articolo entrano in vigore il 30 aprile 2008”; a decorrere da questa data, la somma di euro 1,50 prevista dal comma 10 dell’articolo 49, è dovuta “a titolo di imposta di bollo”, per ogni modulo di assegno bancario o vaglia postale rilasciato dalle banche o dalle Poste italiane s.p.a. in forma libera fin dall’origine.
Per leggere l'articolo completo visita:
Assegno non trasferibile

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