Il rischio di insolvenza

Il rischio di insolvenza, infine, è quello più tipico e connaturato all’atti­vità della banca di prestatrice di fondi e consiste nell’eventualità che le som­me erogate a titolo di finanziamento non siano rimborsate in tutto o in parte.
Tale rischio, inoltre, ha assunto rilevanza assoluta negli ultimi anni in cui si è assistito a una crescita estremamente significativa degli episodi di insolvenza delle imprese finanziate e, più in generale, a un deterioramento della qualità del portafoglio prestiti.
Le differenti tipologie di prestiti sono soggette a un rischio di insolvenza in linea di principio assai disomogeneo.
In primo luogo, è opinione comune che i crediti di firma siano caratterizzati da una più contenuta rischiosità ri­spetto a quelli per cassa, proprio in quanto la banca non procede inimedia­tamente ad alcun esborso monetario.
Tuttavia, in linea di fatto, anche i cre­diti di firma possono comportare l’insorgere di conseguenze negative per la banca, a fronte dell’inadempienza della controparte per cui ha prestato ga­ranzia e, in quanto tali, le valutazioni che precedono la concessione di un credito di firma non possono essere sommarie o puramente formali.
Nei crediti garantiti, invece, il rischio di insolvenza non è eliminato né limitato, ma si accresce la possibilità per la banca di rientrare dalla sua espo­sizione; la garanzia, in altri termini, serve unicamente per consentire alla banca di rivalersi in caso di inadempienza della controparte e non accresce a priori la solvibilità del richiedente fido.
I prestiti autoliquidabili, infine, risultano teoricamente meno rischiosi per l’intermediario che ha la possibilità, almeno in caso di autoliquidabilità in senso lato, di richiedere l’adempimento della prestazione al soggetto de­putato al rimborso a scadenza e, in caso di sua inadempienza, ha la facoltà di rivalsa nei confronti del cliente affidato.
In ogni caso, e a prescindere dalla forma tecnica, la crescente rischiosità dell’attivo bancario richiede che le banche pongano particolare attenzione al processo non solo di erogazione del fido e di scelta della più idonea forma tecnica, ma anche di gestione e di monitoraggio del rapporto con il cliente affidato.

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martedì 11 novembre 2008
Inserito da: Cristiano, 17.07

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