I prestiti autoliquidabili

Si definiscono prestiti autoliquidabili o a rientro autonomo quelli che non vengono rimborsati direttamente dall’affidato, bensì da un altro soggetto, come avviene tipicamente nel caso di smobilizzo di crediti com­merciali. Tali operazioni si distinguono dai finanziamenti diretti in cui il rimborso del prestito è operato personalmente dal finanziato.

In realtà è possibile distinguere due differenti livelli di autoliquidabilità: in senso stret­to e in senso lato.
Nel primo caso qualora il soggetto designato al rimborso dovesse risultare insolvente la banca non può rivalersi sul finanziato; fanno parte ditale tipologia le operazioni basate su cessione di credito senza rivalsa quali, ad esempio, il conventional factoring e lo sconto pro soluto.

Si parla invece di autoliquidabilità in senso lato quando, in caso di insol­venza del soggetto designato al rimborso del prestito, la banca ha la possibilità di rivalersi direttamente sul finanziato. Rientrano in tale categoria le ope­razioni pro solvendo quali lo sconto e il factoring senza garanzia.

Da quanto si è detto discende che il finanziato, nel caso di prestiti auto­liquidabili in senso stretto, ha la certezza che la banca non potrà chiedergli l’adempimento dell’obbligazione di rimborso; nei prestiti autoliquidabili in senso lato, invece, il finanziato può essere chiamato ad adempiere se l’opera­zione entra in fase di patologia, vale a dire se il soggetto che dovrebbe prov­vedere al rimborso si rivela insolvente.

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martedì 14 ottobre 2008
Inserito da: Cristiano, 11.20

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