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Cala la domanda dei prestiti

Lo spettro della recessione, i soldi che non bastano a far arrivare le famiglie alla fine del mese,le incertezze sul futuro lavorativo, spingono in maniera sempre maggiore le famiglie a non affidarsi a prestiti rateali , con i quali, fino a pochissimo tempo fà, avevano esaudito la quasi totalità dei loro desideri (casa e auto risultano ai primi posti).

Confesercenti-Swg ha condotto un indagine su un campione rappresentativo, sottolinea come circa il 50% degli intervistati sia contrario ad accendere un qualsiasi prestito (la percentuale sale al 64% per i mutui ipotecari).

Infatti, la richiesta di prestiti è in netto calo. I dati relativi ai mutui ipotecari forniti dall’ABI (Associazione bancaria italiana),dicono che, nei primi sei mesi dell’anno, sono calati, in media, del 5,35%. Il credito al consumo è più stabile ma aumentano, secondo alcuni analisti, i casi di “sovraindebitamento”, cioè di persone che ricorrono al credito al consumo per saldare vecchi debiti.

Un altro indicatore della crisi dei bilanci familiari è dato dall’aumento del ricorso al banco dei pegni. Secondo l’Adoc, dall’introduzione dell’euro (2002) ad oggi, il numero delle famiglie che ha richiesto un credito su pegno è aumentato del 7%.

Quelli che il mutuo lo devono già pagare, rinunciano in massima parte ai viaggi (21%) e al tempo libero (20%), segue l’abbigliamento (17%). In ordine sparso gli altri tagli, che colpiscono un po’ tutte le voci del bilancio familiare.

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venerdì 31 ottobre 2008
inserito da Cristiano aka Bongo , 13.53

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