L'assegno a vuoto
È un caso particolare dello scoperto di conto corrente. Si verifica nel momento in cui chi ha emesso l’assegno (il traente) non ha i fondi disponibili sul conto corrente.In questo caso il portatore dell’assegno ha otto giorni (nel caso di assegno su piazza) o 15 giorni (se l’assegno è fuori piazza) per elevare il protesto nei confronti del traente e degli eventuali giratarì.
Attenzione: anche se la differenza tra "su piazza" e "fuori piazza" non esiste più nel caso in cui l’assegno vada a buon fine, queste due diciture ricompaiono quando il titolo risulta scoperto. Passato questo termine (8 o 15 giorni) l’assegno perde la sua forma di titolo esecutivo e per riavere i soldi il portatore deve cominciare una vera e propria causa legale, costosa e di esito incerto.
Il protesto viene di solito effettuato tramìte la propria banca (che però coinvolge un notaio o un ufficiale giudiziario) ed è a carico del traente e degli eventuali giratarì, che rispondono in solido della somma di denaro indicata nellassegno.
Tutti i protesti finiscono poi pubblicati nei bollettini ufficiali dei protesti e ogni istituto di credito è aggiornato sulla lista dei nominativi protestati. Attenzione:finire sul bollettino dei protesti non è un episodio irrilevante: ne sanno qualcosa gli sfortunati che hanno omonimi non proprio integerrimi.
Infatti chi è stato protestato non solo difficilmente potrà ottenere un prestito o un mutuo, avere la possibilità di firmare assegni o cambiali, disporre di una carta di credito o del Bancomat, ma potrebbe avere grandi difficoltà ad aprire un nuovo conto corrente. Insomma verrà sempre considerato un soggetto “a rischio”.
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