Il prestito sindacato
La continua crescita del fabbisogno finanziario delle imprese di grandi dimensioni, nonché la rilevanza e la complessità di talune operazioni internazionali, relative a forniture di importo considerevole o alla costruzione di infrastrutture di ingente valore, hanno indotto le banche a consorziarsi nella concessione di finanziamenti che superano il potenziale creditizio dei singoli istituti, secondo uno schema associativo comunemente denominato pool bancario o prestito sindacato.Un ulteriore fattore che ha contribuito alla rapida diffusione di tale modalità di erogazione del credito è poi imputabile ai limiti previsti dalla normativa di vigilanza sull’attività di impiego da parte delle banche, con lo scopo, in primo luogo, di limitare l’importo massimo di fido concedibile a un singolo nominativo e, da ciò, la potenziale perdita massima che ciascuna banca potrebbe subire in caso di insolvenza della controparte e, in secondo luogo, di mantenere un soddisfacente grado di frazionamento del rischio creditizio.
La struttura di un pool comprende un certo numero di banche, variabile in relazione alle dimensioni dell’impresa richiedente e del suo fabbisogno finanziario, operanti sia a livello nazionale che in ambito internazionale, soprattutto quando l’attività produttiva dell’affidato assume carattere multinazionale.
La struttura di un pool comprende un certo numero di banche, variabile in relazione alle dimensioni dell’impresa richiedente e del suo fabbisogno finanziario, operanti sia a livello nazionale che in ambito internazionale, soprattutto quando l’attività produttiva dell’affidato assume carattere multinazionale.
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