Da chi devono essere gestiti i fondi comuni

I fondi comuni devono essere gestiti da una società di gestione autoriz­zata dal ministero del tesoro, adeguatamente patrimonializzata, il cui patri­monio non può essere confuso in alcun modo con il patrimonio gestito e sot­toposta alla vigilanza sia della CONSOB sia della Banca d’Italia. Un ruolo rile­vante è poi svolto dalla banca depositaria presso la quale affluiscono i fondi raccolti dagli investitori che hanno sottoscritto le quote, che emette e annul­la i certificati rappresentativi delle quote e compie anche un’attività di con­trollo sulla regolarità delle operazioni effettuate.
La remunerazione offerta da tale strumento dipenderà dai risultati degli investimenti attuati dal gestore e, quindi, non è conoscibile ex ante ed è fatto esplicito divieto a chi colloca le quote presso la clientela promettere o garan­tire qualsiasi rendimento o di «proiettare» sul futuro la performance regi­strata in passato. Per la banca, inoltre, tale forma di risparmio gestito è soli­tamente piuttosto remunerativa soprattutto nel caso in cui la società di ge­stione sia controllata dalla banca, che potrebbe quindi beneficiare di una più conveniente ripartizione dei compensi. Questi ultimi sono rappresentati da una commissione di ingresso espressa in percentuale e variabile in base al tipo di fondo in cui si investe , dai diritti fissi per ogni operazione di versa­mento e, talvolta, per gli switch.

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giovedì 18 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 13.13

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