L’assegno bancario
Rappresenta senz’altro lo strumento finanziario più conosciuto dai clienti bancari. Nato oltre 600 anni fa (i primi assegni cominciarono a circolare a Pisa e a Prato nel 1374) l’assegno bancario, istituito nella sua forma attuale dal Regio Decreto 21/12/1933 n.1736, è un titolo che indica un ordine di pagamento emesso sulla base di un accordo tra una banca e il cliente al momento di aprire un conto corrente. Grazie a questo accordo il correntista può disporre liberamente del denaro depositato presso la banca. Compilando un assegno, il titolare di un conto corrente ordina alla propria banca di pagare a un’altra persona (definita tecnicamente beneficiano) una somma di denaro. Naturalmente, usando l’assegno è possibile anche chiedere i soldi per se stessi, ma in questo caso bisogna scrivere sull’assegno (dopo l’indicazione all’ordine) il proprio nome e cognome o, in alternativa, la dicitura “a me stesso”. Si tratta di uno strumento comodo e pratico che permette di non doversi spostare con grosse somme di denaro in tasca. L’assegno garantisce discrezione, praticità e sicurezza. Tuttavia, spesso si dimenticano o si sottovalutano sia ‘importanza di questo mezzo di pagamento, sia i rischi connessi al suo uso. Non si riflette mai abbastanza, ad esempio, sul fatto che, una volta firmato, un assegno è denaro a tutti gli effetti. Anche per questa ragione è utile apprenderne caratteristiche e modalità d’uso per conoscere e poter far valere i propri diritti in ogni occasione. Cercheremo di risolvere tutti quei dubbi che in banca sono dati per scontati e non vengono mai chiarìti abbastanza.Etichette: Assegno

