giovedì 3 luglio 2008

BCE porta il costo del denaro al 4,25%

Oggi la BCE ha aumentato i tassi d’interesse al 4,25%, un’ulteriore stangata per le tre milioni di famiglie che hanno acceso un mutuo.
Secondo Adusbef, il sistema bancario italiano, non ha certo aiutato gli italiani, consigliando, nel 2005, di prediligere i mutui a tasso variabile, invece che a tasso fisso che si aggiravano intorno al 3,5%. Proseguendo che in questo modo molte famiglie che all’epoca, scegliendo il tasso fisso, non avrebbero mai avuto la possibilità contrarre un mutuo per acquistare un’abitazione a causa del rapporto rate/reddito, sono state letteralmente truffate dalle banche. Quest’ultime proponendo un tasso variabile inferiore si sono accaparrate clienti che ora non riescono a sostenere le rate. I pignoramenti in Italia hanno segnato un più 27%, questo dovrebbe farci riflettere.
Ma l’aumento del costo del denaro come ricadrà sui mutui e i prestiti? L’associazione dei consumatori calcola per le famiglie, in base alla media dell’Euribor, un aumento delle rate di duemila euro in tre anni per i mutui di 100.000 euro e un aggravio di circa 170 euro ad ogni aumento dello 0,25% del tasso BCE.
Naturalmente la peggiore stangata sarà per i mutui da 200.000 euro, i cui aumenti arriveranno, per i trentennali, a più 4.000 euro.
Precisiamo infine, che il tasso della BCE nel 2005 era il 2,25%, è aumentato quindi di due punti percentuali, mentre il tasso Euribor si aggirava intorno al 2,5% e attualmente e il 5,208%.

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