Giornata negativa...
Si è chiusa un’altra giornata difficile per i mercati azionari europei, nel corso della quale l’operatività è stata condizionata dalla nuova fiammata del greggio (tornato a testare i 138 dollari al barile) innescata dalle tensioni tra Iran ed Israele, e dalle preoccupazioni per le critiche condizioni dell’economia americana (i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,3% ad aprile nelle 20 maggiori aree metropolitane Usa; l’indice che misura la fiducia dei consumatori statunitensi è sceso ai minimi dal 1992). In questo contesto sono aumentati i dubbi dei traders sull’orientamento di politica monetaria della Fed: gli operatori danno per scontato il fatto che domani la Banca Centrale Usa lascerà i tassi fermi al 2%; le incertezze sono legate, invece, alle prossime mosse. Nelle ultime settimane diversi esponenti della Federal Reserve hanno manifestato i loro timori per le forti pressioni inflazionistiche innescate dai prezzi record delle commodities; allo stesso tempo, però, si sono detti preoccupati per il rallentamento della crescita economica determinato dai problemi del mercato immobiliare e del credito. Il pericolo stagflazione ha spinto gli investitori a chiudere le posizioni: a Milano il Mibtel ha perso lo 0,81%, a Francoforte il Dax ha registrato un -0,81%, a Londra il Ftse100 ha ceduto lo 0,57% e a Parigi il Cac40 ha archiviato un -0,83%.
Sul mercato valutario l’euro è tornato a superare quota 1,56 contro il dollaro approfittando dei deboli dati sulla congiuntura Usa.
www.trust-trading.it
Sul mercato valutario l’euro è tornato a superare quota 1,56 contro il dollaro approfittando dei deboli dati sulla congiuntura Usa.
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