martedì 27 maggio 2008
Perdite ridotte per le banche italiane
L'indagine R&S di Mediobanca sulle banche globali fa il punto sui danni della finanza allegra e dei prestiti facili. Sui conti dei big del credito si è abbattuta la crisi dei mutui subprime, imponendo svalutazioni record. Resteranno solo un ricordo i profitti del 2006 (l'anno migliore del decennio per le banche europee). Ma il conto non è stato uguale per tutti. A pagare il maggior tributo, con 14,8 miliardi di perdite tra ottobre e marzo, è stata l'elvetica Ubs, che ha battuto l'americana Citigroup, in rosso per 9,9 miliardi. Tra i meno esposti gli istituti italiani. Delle banche italiane l'analisi rileva però che 'i crediti dubbi sono più alti che all'estero'. E anche che risultano le banche italiane sono le più tassate d'Europa, con un'aliquota fiscale media del 30,7 per cento rispetto al 24,1 per cento della media degli altri paesi euroei. Intanto il governo prepara una strettà sulla norme per la portabilità dei mutui: in sede di conversione del decreto sulla convenzione tra Abi e governo sulla rinegoziazione delle rate, saranno inseriti anche provvedimenti a carico degli istituti che non liberano i clienti secondo le norme di legge. A questo proposito, monito dell'agenzia di rating Fitch alla vigilia della presentazione dell'intesa sui vecchi prestiti, definita una mina sulle cartolarizzazioni.Etichette: banca
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