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L’ennesimo record registrato dal prezzo del petrolio a New York (ha superato anche i 120 dollari al barile sulla scia delle crescenti tensioni in Nigeria ed Iran) ha riproposto i timori legati all’inflazione e fatto passare in secondo piano le incoraggianti indicazioni arrivate dal fronte macroeconomico statunitense (l’Ism servizi è salito ad aprile a 52 punti; la soglia dei 50 punti separa una fase di espansione economica da una di contrazione). Gli operatori hanno così preferito mantenere un atteggiamento prudente dopo i forti rialzi della scorsa settimana: a Milano il Mibtel ha terminato la seduta invariato, a Francoforte il Dax ha archiviato un +0,13% e a Parigi il Cac40 ha ceduto lo 0,13%. Londra è rimasta chiusa per festività. La decisione di Microsoft di rinunciare all’acquisto di Yahoo non ha di certo contribuito a portare euforia sui listini. L’annuncio ha affossato Yahoo e trascinato al ribasso il Nasdaq. A Piazza Affari i riflettori sono stati puntati su Alitalia (il prezzo del titolo è rimasto fermo a 0,60 euro) dopo le indiscrezioni riportate dalla stampa sul possibile coinvolgimento di Lufthansa nella cordata italiana che dovrebbe rilevare la compagnia di bandiera. Sul mercato valutario l’euro non ha risentito delle positive indicazioni arrivate dagli Usa ed è tornato a rafforzarsi contro il dollaro; il cambio si è riportato sopra quota 1,55.
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