Dopo il timido rimbalzo di ieri sui listini del Vecchio Continente sono tornate a dominare le vendite: a Milano il Mibtel ha archiviato un -1,10%, a Francoforte il Dax ha perso l’1,79%, a Londra il Ftse100 ha registrato un -1,27% e a Parigi il Cac40 ha ceduto l’1,89%. La situazione sui mercati è peggiorata nell’ultima ora di contrattazioni in seguito alla diffusione dei dati di aprile sul mercato immobiliare Usa: -1% le vendite di case esistenti, ma soprattutto -8% i prezzi di vendita. E’ questo il dato che ha maggiormente allarmato gli investitori, in quanto negli ultimi anni i consumi negli Stati Uniti sono stati alimentati proprio dall’incremento dei prezzi degli immobili. Questa inversione di tendenza mette quindi a rischio la capacità di spesa delle famiglie, voce che costituisce i 2/3 del Pil americano. Ma non è solo il rallentamento dell’economia statunitense a preoccupare, il problema è che contemporaneamente stanno aumentando le pressioni inflazionistiche e quindi il vero pericolo è che si possa andare incontro ad una stagflazione, cioè un periodo caratterizzato da una crescita economica nulla e allo stesso tempo da un’elevata inflazione. A Piazza Affari si è chiusa un’altra giornata difficile per Fiat, che ha perso il 2,11% in linea con il settore auto in Europa. Il titolo ha perso circa l’8% nelle ultime quattro sedute. Negli ultimi giorni il mercato ha iniziato a scontare la possibilità di una brusca frenata delle vendite a causa degli alti costi del greggio e delle materie prime. Ieri la stessa Ford ha annunciato il taglio della produzione per il 2008 e lo slittamento dei target finanziari. L’aumento del prezzo del petrolio, tornato sopra i 133 dollari al barile, non ha sostenuto il settore oil, sul quale sono scattate le prese di profitto dopo il forte rally degli ultimi due mesi. Eni ha perso l’1,97%, Saipem il 3,47% e Tenaris il 3,33%. Hanno chiuso in calo anche i bancari con Unicredit (-1,05%) e Banco Popolare (-2,69%). Si sono mosse in controtendenza L’Espresso e Mondadori con un +0,77% e un +1,08%. Sul mercato valutario l’euro si è rafforzato contro il dollaro dopo le deboli indicazioni sul mercato immobiliare americano: il cambio è tornato a testare quota 1,58.
www.trust-trading.itEtichette: trading_online
# postato da trust-trading : 18.11
