venerdì 25 aprile 2008

Venerdì.....

Il crollo della fiducia dei consumatori americani registrato ad aprile (ai minimi dal 1982 per via delle preoccupazioni sollevate dall’inflazione e dal continuo indebolimento del mercato immobiliare) e le deboli indicazioni fornite da Microsoft per i prossimi trimestri, non sono riusciti a compromettere il rally delle Borse europee innescato dai risultati migliori delle attese comunicati da gruppi del calibro di Ericsson, Volvo e Man: a Milano il Mibtel ha guadagnato l’1,12%, a Francoforte il Dax ha archiviato un +1,10%, a Londra il Ftse100 ha registrato un +0,67% e a Parigi il Cac40 ha messo a segno un +0,99%. A Piazza Affari la seduta è stata caratterizzata da scambi piuttosto limitati per via della giornata festiva. I movimenti di maggiore interesse sono stati registrati tra gli industriali dove spiccano il +5,09% di Fiat (ha continuato a trarre beneficio dai brillanti conti trimestrali presentati alla vigilia e dall’ottimismo manifestato dall’amministratore delegato, Sergio Marchionne, sul raggiungimento dei target di fine anno), il +7,68% di Luxottica (ha chiuso il primo trimestre con un utile netto in calo del 19% a 103,7 mln di euro a causa della debolezza del dollaro, ma ha confermato gli obiettivi indicati ad inizio anno) e il +4,77% di Stm. Non sono mancati spunti interessanti anche tra i bancari. I riflettori sono stati puntati soprattutto su Bca Mps: l’aumento di capitale da 5 mld di euro varato per finanziare l’acquisizione di Antonveneta prenderà il via lunedì e le azioni saranno offerte a 1,5 euro. Il forte sconto a cui saranno offerti i titoli ha innervosito gli operatori provocando brusche oscillazioni in Borsa: dopo avere sfiorato una perdita di quasi il 10% il titolo ha invertito rotta chiudendo con un +2,19%. Nel settore si sono messi in evidenza anche Unicredit (+3,40%) e Bca Pop Milano (+2,66%). Si è chiusa un’altra seduta difficile per Alitalia (-13,62%): il cda ha comunicato di non avere ricevuto nessuna offerta dopo l’uscita di scena di Air France-Klm e ha ribadito che la società ha urgente bisogno di un aumento di capitale. Hanno pesato anche i dubbi manifestati da alcuni esponenti della Ue circa la legittimità del prestito-ponte da 300 mln di euro concesso dal Governo italiano. Sul mercato valutario l’euro ha approfittato dei deboli dati americani per riportarsi sopra quota 1,5650 contro il dollaro dopo avere toccato un minimo intraday a 1,5557.
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