Dopo i forti rialzi della vigilia sui listini del Vecchio Continente sono scattate le prese di profitto sulla scia dei risultati trimestrali non troppo convincenti rilasciati da Merrill Lynch (ha registrato una perdita di 2 mld di dollari) e Nokia (l’utile ha mancato le attese degli analisti): a Milano il Mibtel ha perso lo 0,31%, a Francoforte il Dax ha archiviato un -0,31%, a Londra il Ftse100 ha registrato un -1,08% mentre a Parigi il Cac40 ha guadagnato lo 0,15%. Le indicazioni macroeconomiche arrivate sia dall’Europa che dagli Usa non hanno contribuito a migliorare il clima sui mercati: la Bce ha sottolineato che esistono pressioni al rialzo sull’inflazione e che questa rappresenta una minaccia per la crescita, mentre i dati sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (+17 mila a 372 mila) e quelli sull’indice Fed di Philadelphia (sceso a -24,9 punti ad aprile) hanno confermato ancora una volta le difficoltà della congiuntura americana (una boccata d’ossigeno è arrivata dal leading indicator, salito a marzo dello 0,1%). Il tonfo di Nokia ha trascinato al ribasso l’intero comparto tecnologico europeo. A Piazza Affari ne ha risentito soprattutto Stm (la società finlandese è uno dei principali clienti del gruppo) che ha perso l’1,27%. Il nuovo record registrato dal prezzo del greggio (ha superato anche i 115 dollari) non è riuscito a scaldare i titoli del settore: Eni ha archiviato un +0,13% e Saipem un +0,07%. Spunti interessanti sono stati registrati sul Midex dove spicca il +9,77% di Banca Italease e il +1,89% di Tiscali. Su quest’ultima continuano a rincorrersi i rumors sui soggetti interessati a rilevare la società. Sul mercato valutario l’euro ha aggiornato il record storico nei confronti del dollaro toccando quota 1,5983; l’allarme inflazione scattato dopo i dati di ieri sui prezzi al consumo nell’Eurozona ha spinto gli operatori a scommettere su un possibile aumento del costo del denaro da parte della Bce.
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