martedì 22 gennaio 2008


L’Istat conferma ancora il disagio delle famiglie italiane, taglieggiate dai fornitori di servizi e dagli aumenti dei prezzi e tariffe, costrette ad indebitarsi con banche e finanziarie per sarrivare a fine mese e sopravvivere.

In un contesto dove a fine mese non resta nulla del reddito guadagnato dalle famiglie italiane che, anzi, spendono anche di più, secondo i dati diffusi dall'Istat, con una spesa media mensile pari a 2.461 euro, di poco superiore a quella registrata nei due anni precedenti: 2.398 euro nel 2005 e 2.381 nel 2004,con livelli eterogenei tra il Nord,dove la spesa media mensile delle famiglie (2.786 euro) è stata superiore a quella del 2005 (2.689 euro) mentre le variazioni nel Centro e nel Mezzogiorno non sono risultate statisticamente significative, aumentare la soglia del credito al consumo da 31.000 a 100.000 euro,oltre ad istigare al debito, rappresenta la beffa finale.

Se le famiglie infatti,specie quelle residenti nel Mezzogiorno,sono costrette a destinare alla spesa alimentare oltre un quinto della spesa totale (500 euro), con l’altra parte rimanente del reddito che serve a pagare le bollette come luce,gas,ecc.(circa 450 euro al mese),i servizi bancari (40 euro al mese) ed assicurativi 80 euro al mese), i mezzi di trasporto (100 euro al mese), è chiaro che devono contrarre debiti su banca, comunicati_stampa_prestito, debiti per sopravvivere.

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